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‘Senza gli Usa, europei sottomessi a Pechino’, Della Loggia spazza via l’antiamericanismo

Gli Usa sono la “sola potenza mondiale che si è opposta prima, per mezzo secolo, alla minaccia del comunismo sovietico che altrimenti ci avrebbe facilmente portato nella sua sfera d’influenza” ed anche “l’unica che oggi contrasta la trasformazione del mondo in una catena commerciale sottomessa ai desiderata di Pechino”. Il professor Ernesto Galli Della Loggia non le manda a dire a chi ha dubbi sulla unità di vedute da Usa ed Europa in questa fase del conflitto ucraino, dopo la invasione russa.

Della Loggia parte nel suo ragionamento da quanti, in questi giorni, in Italia, credono che gli interessi del nostro Paese e della Ue divergano da quelli degli Stati Uniti. ‘Gli Usa, padroni della Nato, in realtà vogliono servirsi dell’Ucraina per fare la guerra a Mosca e cacciare Putin. Ma questo non può essere il nostro obiettivo. Senza contare che per loro le conseguenze economiche sono assai meno gravi che per noi (italiani, europei), che finiremo per rovinarci. Dunque aiutare Kiev a difendersi va bene, ma giusto quanto è indispensabile e niente di più. L’America vada per la sua strada, noi per la nostra’, scrive il professore che fa il verso a certo antiamericanismo neppure troppo mascherato che serpeggia tra i partiti e la politica italiana.

Ma per Della Loggia, è un “falso sillogismo”. “Nessuno ha «interesse» a pagare le tasse, ad esempio. Le paghiamo perché siamo convinti che ciò serva in vista di uno scopo, di un «interesse» che reputiamo più importante del danno di sborsare una parte del nostro reddito al fisco. Ci sono dunque interessi e interessi, e la politica consiste per l’appunto nel fare una gerarchia degli interessi, nello stabilire quali sono quelli più importanti e quelli meno. La politica: cioè una visione generale delle cose, la capacità di valutare in complesso i pro e i contro, di riuscire a guardare più in là del proprio naso e delle proprie tasche; di ricordare il passato e immaginarsi il futuro. Qualità che sono proprio quelle che fanno clamorosamente difetto a coloro che sostengono che i nostri interessi c’entrano poco o nulla con quelli degli Stati Uniti”, scrive il professore.

E’ una sincera adesione ai valori occidentali che gli Usa insieme all’Europa hanno sempre incarnato, quella proposta dal professor Della Loggia, che sottolinea come gli Usa si “riconoscono nei nostri stessi valori umani, sociali e politici, e per certi versi ne sono addirittura all’origine”. Da qui il ragionamento sulla Cina, il vero grande avversario delle democrazie occidentali, oggi e in futuro. “Davvero poi sarebbero diversi i nostri interessi da quelli di un Paese dove ha origine grande parte delle conoscenze, delle tecnologie, degli strumenti, dei medicinali, delle mode, delle narrazioni, che ci conquistano e ci aiutano a lavorare e a vivere meglio?”, si chiede ancora il professore ricordando che gli Usa sono il Paese che ha “i maggiori centri di ricerca e di studi universitari, le maggiori biblioteche e li apre a tutti con la maggiore liberalità? La lettura della cui stampa è indispensabile se si vuole sapere qualcosa che assomigli alla verità circa qualunque fatto avvenga in qualche luogo della Terra?”.

E poi, provocatoriamente si chiede come sia possibile prendersela solo con gli errori della America, che non sarà un Paese perfetto visto che “ad Abu Ghraib sono accadute cose obbrobriose: ma ha davvero le carte in regole per ergersi a giudice implacabile il Paese in cui c’è stato un carcere come quello di Santa Maria Capua Vetere e nelle cui prigioni ha trovato la morte in quel modo Stefano Cucchi? E siamo davvero sicuri che se al posto degli Stati Uniti ci fosse la mitica Europa con il suo ancor più mitico «esercito europeo» ce ne andremmo per il mondo tutti fieri del nostro immacolato pedigree?”. Per non dire di quando Zapatero ordinava di sparare sui migranti nelle enclave di Ceuta e Melilla o delle imprese francesi in Africa “dove Parigi ha per decenni fatto da puntello ai peggiori ceffi presidenziali”.

Insomma, giusto che la Ue rivendichi la propria sovranità. Giusto che “il costo per l’Occidente delle sanzioni alla Russia sia equamente distribuito tra le due sponde dell’Atlantico. E lo chiedano con forza, senza complimenti. Ma ripetere di continuo che i nostri interessi non sono quelli dell’America non mira certo a questo. Dietro l’apparenza dell’ovvietà mira a indebolire i nostri rapporti con il Paese che ha accompagnato, tutto sommato felicemente, l’intera vicenda della nostra democrazia e che nelle tempeste del mondo si ritrova alla fine dalla stessa parte che è la nostra”. Grande Della Loggia.