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Shishkin: “La mia Russia puzza di stivale poliziesco”

“Mia madre è ucraina. E sono felice che lei e mio padre siano già morti per non vivere questa mostruosa tragedia”. Sono pesanti come macigni le parole affidate a «La Repubblica» di Mikhail Shishkin, scrittore che ha recentemente pubblicato “Punto di fuga” per l’editore 21lettere. Un attacco forte allo zar che sta mettendo in ginocchio un paese per delirio di onnipotenza: “Il primo marzo a Kharkiv sono nati due gemelli, un maschio e una femmina. Il giorno dopo i loro genitori sono morti sotto i bombardamenti. Quei bambini venuti a questo nostro mondo, sono già orfani. I loro genitori sono stati uccisi da un missile russo, da un soldato russo”.

Lo ha ribadito con forza Shishkin: “Io sono russo. In nome del mio popolo, del mio paese, in nome mio, Putin sta compiendo crimini mostruosi. Putin non è la Russia. La Russia prova dolore e vergogna. In nome della mia Russia e del mio popolo io chiedo perdono agli ucraini. E comprendo che questi crimini non possono essere perdonati”. Lo scrittore ha sottolineato che questa guerra non è cominciata adesso, ma nel 2014: “Il mondo occidentale non ha voluto capirlo e ha fatto finta che non stesse succedendo niente di grave”.

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Shishkin: “Io sono russo. In nome del mio popolo, del mio paese, in nome mio, Putin sta compiendo crimini mostruosi

“Io voglio tornare in Russia. Ma in quale Russia? La Russia di Putin è irrespirabile, puzza tremendamente di stivale poliziesco. Sotto gli occhi di tutti il mio paese si sta trasformando in una dittatura fascista. In Russia lo spazio della libertà di espressione era ormai ridotto a Internet, ma adesso anche lì regna la censura militare”, ha spiegato Shishkin. E ancora parlando della censura: “Le autorità hanno dichiarato che ogni critica alla Russia e alla sua guerra sarà considerata tradimento e punita secondo la legge marziale. La Russia ha già chiuso Facebook e Twitter, e Youtube sarà il prossimo. Che il paese sia completamente tagliato fuori da Internet è solo questione di tempo. Come a un ostaggio, hanno messo al paese un cappuccio in testa. La gente non deve sapere cosa sta succedendo. Alla televisione russa non passeranno le immagini delle città ucraine bombardate e dei bambini uccisi”. La gente è plagiata, infatti, da anni di propaganda, è ancora dell’avviso che l’esercito russo stia liberando i fratelli-ucraini dalla giunta fascista imposta dagli americani. Informazione distorta quella di Putin: “Al paese è stato spiegato che la Nato si era già preparata ad attaccare la Russia attraverso l’Ucraina e che questa ‘operazione militare’ è necessaria per difendere la patria. Ora ovunque lo slogan è: ‘La Russia non inizia le guerre, la Russia finisce le guerre’. E molti russi, ahimè, credono davvero che i nostri soldati stiano salvando la popolazione russa dell’Ucraina dal genocidio nazista”, ha rimarcato l’intellettuale.

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“La letteratura è ciò che si oppone alla guerra. La vera letteratura parla sempre del bisogno umano d’amore, non d’odio” 

In Russia ora non ci sono manifestazioni di massa contro la guerra o scioperi. Molti tacciono perché hanno paura, temono il carcere. “Leggere le dichiarazioni a sostegno di Putin e dell’“operazione militare” (la parola “guerra” in relazione all’Ucraina è vietata) di scrittori, di personalità della cultura, di attori famosi, di registi teatrali e artisti, è disgustoso. Queste “personalità della cultura” sostengono Putin e la sua aggressione perché sono ostaggi totali del regime e cinicamente sviluppano la “sindrome di Stoccolma” in loro stessi”, ha spiegato rammaricato Shishkin. Si sente vicinissimo all’Ucraina, che sta difendendo non solo la propria dignità umana, ma quella di tutta l’umanità. “Il crimine di Putin è nell’avere avvelenato gli uomini con l’odio. Putin se ne andrà, ma il dolore e l’odio possono rimanere nelle anime a lungo. E soltanto l’arte, la letteratura, la cultura potranno aiutare a superare questo trauma. (…) La guerra non si può spiegare: perché si dà ordine a un popolo di ucciderne un altro? La letteratura è ciò che si oppone alla guerra. La vera letteratura parla sempre del bisogno umano d’amore, non d’odio”. Una lezione che dovremmo tenere a mente tutti.