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Boris Johnson agli alleati europei: “Non cedete alla fatica della guerra, una cattiva pace sarebbe un disastro”

“Non è il momento per mantenere lo status quo, è il momento per provare a rovesciare le cose: gli ucraini dovrebbero essere sostenuti con l’equipaggiamento che ci stanno chiedendo”. In una lunga intervista concessa all’inviato a Londra del Corriere della Sera, il primo ministro inglese, Boris Johnson, ribadisce che “Putin deve fallire”.

“Crediamo che si debbano aiutare gli ucraini ad ottenere una capacità di resistenza strategica, devono continuare ad andare avanti. Ma non possiamo essere più ucraini degli ucraini, è la loro crisi, loro devono decidere cosa vogliono fare. Ed è assolutamente chiaro, se vai lì e parli con gli ucraini, con Zelensky, che loro non cederanno territori in cambio della pace, non faranno un cattivo accordo. Non vogliono essere forzati a un negoziato, non acconsentiranno a un conflitto congelato nel quale Putin è in grado di continuare a minacciare ulteriore violenza e aggressione. Il territorio ucraino deve essere restaurato, almeno nei confini prima del 24 febbraio, la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina devono essere protette. E dunque sì, c’è una stanchezza, ma è qualcosa che dobbiamo affrontare, dobbiamo continuare a perorare la causa col nostro elettorato e le nostre popolazioni. Trovo comunque che l’unità dell’Occidente sia ben più evidente delle divisioni. Il futuro del mondo dipende dal mantenere una forte, robusta posizione sull’Ucraina: cosa dobbiamo fare è lavorare assieme come europei per evitare quello che credo sarebbe un disastro, ossia una cattiva pace in Ucraina, costringere gli ucraini ad accettare termini che dovrebbero essere un anatema per gli europei”.

“Quando diciamo che Putin deve fallire – aggiunge – non stiamo facendo riferimento a eventi a Mosca o alla politica russa: non è questo il mio obiettivo”, spiega. “Dobbiamo tornare almeno allo status quo precedente il 24 febbraio: questo è ciò che intendo per fallimento. Significa che le sue forze devono essere espulse dalle aree dell’Ucraina che hanno invaso finora. La domanda è: come? In questo momento, il conflitto può andare nell’uno o nell’altro senso. Penso che sia il caso, nei prossimi mesi, di aiutare gli ucraini a cambiare la dinamica della situazione: e questo è ciò che proporrò ai vertici del G7 e della Nato. Questo non è il momento per mantenere lo status quo, questo è il momento per provare a rovesciare le cose. Fintantoché gli ucraini sono capaci di montare una controffensiva, dovrebbero essere sostenuti, con l’equipaggiamento che ci stanno chiedendo”.

Il corrispondente del Corsera, racconta poi che il premier inglese “fa una gran risata”, quando gli chiede se sia d’accordo o meno con il Papa sul fatto che la Russia è stata provocata dalla Nato, che abbaiava alle porte della Russia.
“Lasciando da parte le vedute di Sua Santità, che metterò rispettosamente in un angolo, penso che sia stato sempre ragionevole per la Nato avere una politica della porta aperta. La Nato è una alleanza pacifica, serve a proteggere, non è un’alleanza aggressiva. Paesi come la Polonia o i Baltici hanno lunghe memorie di attacchi da entrambe le direzioni e penso che avessero diritto a cercare solidarietà”.
Johnson ribadisce, infine, il sostegno all’Europa. “Il ruolo del Regno Unito è di essere a sostegno dell’Europa e continueremo sempre a farlo, lo abbiamo fatto per più di un secolo: offriremo sempre appoggio per quanto riguarda la sicurezza. Vediamo il nostro ruolo come garanti e difensori dell’Europa: possiamo non essere più nell’architettura della cattedrale, nel Duomo, ma siamo un contrafforte volante, un bellissimo stravagante pezzo di architettura, che sostiene dall’esterno. Cosa vogliamo fare è essere a supporto della sicurezza e prosperità europea, lo vediamo come parte integrante della nostra sicurezza e prosperità”.